Il
#lusso non è solo immagine: è un motore economico, culturale e industriale.
Si scrive e si parla spesso di moda e lusso come se fossero solo immagine. Ma è davvero così?
Dietro ogni evento del lusso c’è una filiera articolata: artigiani, modellisti, ricamatori, pellettieri, aziende tessili, tecnici, fotografi, scenografi e molti altri. Le maison, sia italiane sia internazionali come i grandi gruppi globali ad esempio
#LVMH, sostengono un ecosistema che crea lavoro, preserva competenze e mantiene vivo un patrimonio manifatturiero riconosciuto a livello globale. In Italia, ad esempio, il sistema moda impiega oltre 500.000 persone e rappresenta una delle principali voci dell’export nazionale.
Il lusso è anche un laboratorio di innovazione: materiali, lavorazioni e ricerca stilistica nascono nell’alta gamma e poi si diffondono nel resto della moda, del design e della manifattura. Molte innovazioni derivano proprio dagli investimenti delle grandi maison e dei gruppi internazionali, che a livello globale generano un fatturato superiore ai 300 miliardi di euro.
Il tema è più ampio e riguarda un’economia avanzata. Creatività, innovazione, manifattura d’eccellenza e libertà d’impresa permettono all’Europa di competere, anche grazie alla presenza di grandi player globali. Ridurre tutto a ostentazione rischia di non coglierne il valore economico, sociale e occupazionale.
Le sfilate internazionali sono anche strumenti di promozione territoriale: generano turismo, investimenti e visibilità, rafforzando il
#MadeinItaly, il
#MadeinEurope e il posizionamento dei grandi brand globali. Considerarle solo come spettacolo può risultare riduttivo.
Forse vale la pena guardare oltre la superficie e riconoscere ciò che questo settore rappresenta davvero.
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